» Per poter partecipare è necessario avere un account Splinder con il Nome del Personaggio. Se avete un altro account non importa. Vi basterà andare su "crea nuovo blog" e registrarvi nuovamente. L'unica cosa che vi serve è una e-mail che non sia già registrata.
» Per essere accettati nella scuola bisogna mandare un messaggio privato all'account di una delle Admin contenente il Profilo del Personaggio (Per la scheda da seguire andate nell'apposita sezione).
» I testi devono essere scritti in maniera conforme al formato utilizzato dagli altri. Il tempo verbale utilizzato può essere passato o presente, a vostro piacimento, così come la persona utilizzata, che può essere prima o terza. Per evitare effetti anti-estetici e che la grafica venga rovinata, nonché spariscano pezzi di post col cambio di template, cercate di evitare di cambiare i caratteri e/o i colori predefiniti.
» Sono assolutamente vietate le abbreviazioni da sms. Questo gioco di ruolo è basato sulla capacità di ognuno di voi di scrivere in lingua italiana, quindi, per favore, non storpiatela in maniera tanto inutile.
» Le emoticons non sono accettate nei post. E' possibile inserire immagini a patto che queste non abbiano un formato troppo grande (restiamo indicativamente su una larghezza intorno ai 250 px massimi circa)
» Introducete i post scrivendo il luogo ed eventualmente il giorno e l’ora (nel caso vogliate inserirvi tra eventi descritti da altri o nel caso in cui vogliate riferirvi a giorni precedenti la data effettiva del vostro post)
» E' necessaria una collaborazione tale da non avere vuoti per troppo tempo. Siete quindi pregati di tenervi aggiornati sulle sorti del blog e di postare con un minimo regolarità. I personaggi degli utenti inattivi per più di 30 giorni verranno spostati tra i PnG, poi cancellati definitivamente dopo altri 30 giorni (o trasformati in PnG in modo definitivo)
» La lunghezza dei post può variare a seconda dei vostri gusti. E' tuttavia sconsigliabile scrivere post estremamente lunghi perché potrebbero risultare noiosi. E' invece vietato scriverne di eccessivamente corti, che descrivano solo una piccola azione o un botta e risposta.
» Le Azioni Autoconclusive sono vietate. Il risvolto che una vostra azione avrà su un altro personaggio è affidata a lui. Cercate di non creare supereroi. Niente mania di grandezza insomma.
» Assolutamente vietati gli Out Of Game. Niente riferimenti alla vita reale. Liberate la fantasia e divertitevi.
» Prima di postare, cercate di leggere i post che precedono il vostro intervento. Il gioco diventa interessante se segue una logica comune.
» PnG e gli stessi personaggi giocanti possono essere mossi da tutti, ma in diversa misura: mentre i PnG possono essere utilizzati quasi senza limiti (a meno che non vi sia uno specifico divieto da parte del loro creatore), i personaggi giocanti altrui sono da muovere con morigeratezza e particolare attenzione, in piccole dosi solo quando necessario. I “proprietari” dei PG sono liberi di proibire agli altri di muovere il proprio pg, ma tali intenzioni devono essere specificate nella scheda d’’iscrizione (o comunicate alle Admin in un secondo momento)
» I PnG vanno mossi nel rispetto delle loro caratteristiche distintive. Evitate quindi di stravolgerne completamente i caratteri per adattarli alle vostre esigenze.
» Nuovi PnG possono essere introdotti da tutti, spedendo la scheda alle Admin. Cercate di creare PnG con uno scopo, e non semplicemente per popolare la scuola.
» I Personaggi possibili da interpretare sono 3: passati i primi 30 giorni di attività regolare all’interno del blog è possibile impersonare un altro personaggio, creandosi un apposito e supplementare account su Splinder con il nome del nuovo personaggio. La stessa operazione è effettuabile una seconda volta, ad altri 30 giorni di attività regolare con i due pg impersonati.
La scuola di Beranne ha grande fama in tutta la Contea e dintorni. È suddivisa in tre distretti:
-Distretto Beta14 (divisa sanguigna, vi vengono assegnati gli studenti più impulsivi ed energici)
-Distretto Gamma26 (divisa nera, vi vengono assegnati gli studenti più riflessivi ed astuti)
-Distretto Sigma8 (divisa turchina, vi vengono assegnati gli studenti più altruisti e ingegnosi)
Ogni distretto è suddiviso in 8 ordini (classi). I ragazzi iniziano la scuola il quindici settembre, quando si ritrovano alle nove al porto marino della città di Salvetro per prendere il vaporetto che li porta a Beranne. L’anno scolastico è suddiviso in due quadrimestri. C’è una pausa invernale che va dalla metà di dicembre al primo Gennaio (compreso). La fine della scuola è all’inizio della stagione calda (verso il 10 di giugno).
Beranne ha una struttura di base ellittica, dalla quale si diramano ponti coperti che la collegano ai torrioni dei dormitori (uno per ogni Distretto).
L’architettura è imponente e molto bella, con sculture e incisioni che corrono sulle pareti di roccia eburnea, per gli attici scoperti. L’edera si arrampica su tutta la parte orientale, colorando Beranne di verde e purpureo. Al centro della scuola c’è un enorme cortile interno.
Tutt’intorno a Beranne si estendono colline verdi che scivolano giù fino alla spiaggia e al porto di Pietra Bianca. Poco lontano dalla scuola ci sono gli Archivi Imperiali, dove risiedono alcuni templari in un villaggio di non più di venti case.
L’organizzazione scolastica è la seguente:
-il 1°e il 2° costituiscono un il biennio
-il 3°,il 4° e il 5° un triennio
-1l 6°, il 7° e l’8° un triennio
Alla fine di ogni sezione di studio c’è un esame che consente di passare alla successiva o (nel caso lo studente termini l’ultimo triennio), di prendere il diploma.
Le materie di base sono nove.
Vi sono inoltre numerosi corsi facoltativi che possono scegliere gli stessi studenti. Molteplici sono anche i Club e le attività extrascolastiche.
Ogni anno viene organizzato una sorta di Torneo al fine di proclamare il migliore studente della scuola.
Sull’isola vi sono piccoli agglomerati di case qua e là (oltre agli Archivi), popolati da ferrai e forgiatori, mercanti di metalli e pietre dure e marinai. È gente molto cordiale, che accoglie volentieri gli studenti.
A Dake ci sono diverse razze (potete scegliere di creare il vostro pg in base a questi popoli, magari mischiandoli anche un po' tra di loro). Le principali sono queste:
» Uomini: Gli uomini hanno un aspetto che varia da regione a regione. Possono avere i capelli biondi, come neri. Di corporatura varia, possono essere bassi e grassi, alti o magri.
Hanno una buon adattamento e perciò vivono sparsi per tutto il pianeta.
Solitamente non sono molto bravi nel campo magico e perciò sono più esperti in altre arti, come il combattimento.
Difficilmente troverete un umano in grado di incanalare il potere elementale, uno dei più difficili da controllare, anche perché a differenze delle altre razze, gli uomini non sono in grado di sentire la natura, non riescono a percepirla ad un livello più alto. Ma alcuni della loro razza, arrivano ad utilizzare la magia in generale in modo piuttosto discreto.
» Centauri: I centauri che come ben sappiamo sono metà umani e metà cavali, hanno un aspetto vario, differenziato come per gli umani dalla regione da cui provengono. Sono una razza saggia, che scruta le stelle in cerca del futuro. Eppure difficilmente uno di loro vi darà mai dei consigli e accenni su di esso. Possono essere molto vaghi su tutto quello che riguarda la loro arte divinatoria.
Buoni combattenti, solitamente vivono in gruppi capeggiati dal più saggio di loro. Non amano particolarmente la confusione e la stupidità, e per questo possono apparire schivi nei confronti degli altri.
Sono esonerati dalla pratica nel campo dell'alchimia, poiché non potrebbero preparare loro stessi le pozioni; ma debbono comunque apprenderne la teoria in caso di un futuro bisogno.
» Demoni:
Creature malvagie ed insidiose. Ne esiste una moltitudine di varietà diverse ed hanno sembianze antropomorfe. Molti di loro vivono a spese altrui, altri si divertono a distruggere paesi o ad assoggettarne gli abitanti. Molti demoni vivono tra gli esseri umani, cercando di mantenere un comportamento più o meno adeguato e senza combinare troppi disordini. Alcuni sono in grado di utilizzare la magia nera, e questo fa molta paura a tutto il resto della popolazione. Tra i popoli sono nati così gli “sterminatori”, che danno loro la caccia per decimarli.
Non sono molto tolleranti nei confronti degli ibridi, specie se si tratta di mescolanze tra il loro sangue e quello di qualche altra razza (disprezzano totalmente le unioni angelico-demoniache).
Sempre a proposito di angeli, sono forse l'unica razza in grado di riconoscerne uno a prima vista. Eppure, per qualche tacito accordo se queste due razze si trovano insieme in qualche luogo(ad esempio la scuola), i primi non rivelano agli altri la natura dei loro nemici. Anche gli ibridi demoniaci sono in grado di riconoscere gli angeli.
» Salamandre:
Con forma umana. Sono creature con occhi gialli e mandorlati, carnagione scura e capelli verdi o blu. Con lineamenti garbati, le loro gote e il loro naso sono chiazzati da macchioline scure che assomigliano ad efelidi. Le loro orecchie sono lunghissime e puntute, e spuntano orizzontalmente da sotto i capelli. Sono in grado di utilizzare il potere del fuoco.
» Cherubi:
Personaggi dai grandi occhi rossi come ciliege, capelli candidi come la neve ed enormi e glabre orecchie volpine. Di carnagione chiara, quasi di un turchese pallido, hanno labbra sottili ed argentee e dita lunghe e leggiadre. Sono figure longilinee ed eleganti. Originariamente erano un popolo di alchimisti.
» Luth:
Creature con fattezze umane, aggraziate e snelle. Hanno carnagione chiara e graziosi lineamenti. Hanno molte lentiggini (non solo in viso, ma anche sulle braccia, sullo sterno e sulla schiena). I capelli hanno toni vermigli o violacei e gli occhi variano dal turchese ad un verde limpidissimo. Le loro orecchie sono lunghe e appuntite. Alcuni di loro sono in grado di sviluppare insolite attitudini magiche (tra le quali la chiaroveggenza e la telecinesi)e sono in grado di utilizzare la magia degli elementi senza alcuno sforzo.
» Angeli Cherubini:
Gli angeli sono una razza leggendaria. Molti li ritengono solo un mito.
Sono creature eteree, che si dice discendano direttamente dall'Uno, il Dio. Possiedono una forza magica molto elevata, e sono in grado di controllare gli elementi e tutto il potere magico derivante dagli antichi scritti. Non esiste attualmente prova tangibile della loro esistenza, ma forse...
Chi crede nella loro esistenza sa che, tra tutte le mescolanze tra le razze, quella tra Demoni e Angeli è un taboo indicibile, in quanto considerati l'uno l'opposto dell'altro.
Gli angeli che vivono sulla terra, solitamente non rivelano mai la loro razza se non a pochi prescelti. Si fingono ibridi tra umani e altre razze, ma rimanendo sempre sul vago - infatti se possono evitano di dire qualsiasi cosa sulla loro provenienza.
Il loro aspetto, essendo normalmente etereo viene come minimizzato quando si trovano fra persone, in modo da apparire solamente belli e non rivelare la loro natura ultraterrena. Solo in rari casi si mostrano per come sono, anche se a volte in alcuni sprazzi che durano pochissimi secondi è possibile scorgerlo.
Anche le loro capacità, vengono ridotte in modo da non apparire fuori tono con gli altri.
Sembra che solo i demoni e i mezzi demoni siano in grado di riconoscerli a prima vista, ma è possibile che pochissimi di altre razze ne siano in grado dopo averne conosciuto uno, se questo a rivelato loro il modo.
» Sirene e Tritoni:
Il popolo delle sirene vive nelle distese o nei corsi d'acqua. Sono creature dalla pelle alabastrina, occhi di tonalità blu o verdi e lunghi capelli dai toni marini, neri o biondi molto chiari. Hanno la coda di pesce che però perdono quando escono dall'acqua. Alcune hanno orecchie appuntite altre le branchie. Le labbra sono argentine. Sono in grado di vivere anche sulla terra ferma, ma di tanto in tanto e bene che ritornino in acqua. Sanno utilizzare il potere elementale dall'acqua.
Noticina: l'utilizzo della razza degli angeli e dei demoni (compresi loro ibridi) non può essere una cosa troppo frequente. Per tanto scusate se declineremo alcune vostre richieste al riguardo
La magia nera è taboo. Chi la utilizza viene allontanato dalla Contea. È un periodo nel quale è bene tenere occhi aperti… troppe sono le mani nelle quali uno scritto antico, dotato di poteri misteriosi, non dovrebbe mai cadere. L’arte nera è difficile e pericolosa da apprendere. I Sacerdoti delle più alte caste sono incaricati di vegliare sulla situazione.
Molto raramente si incontrano individui dotati di oscuri poteri PURI, dotati cioè di poteri naturali.
Essi sono in grado di utilizzare l’arte nera senza sforzi o allenamenti. Costoro vengono chiamati Anomalie, e la gente ne ha timore.
Questi individui sono in grado di usufruire dell’appoggio di Ombre, creature eteree, senza un corpo reale e volontà propria.
I templari temono molto le Anomalie.
Nell’ultimo Congresso dell’Ottava Cerchia venne avanzata la proposta di censire ogni singola Anomalia e di marchiarla con la Grama, l’emblema che significa “Eresia”.
Poi avrebbero dovuto innestare una delle Pietre Verdi nel petto di ogni Anomalia, così che il loro potere venisse assorbito ed esse non potessero più esercitarlo.
(Le Pietre Verdi sono delle pietruzze di colore appunto verde, fatte a mandorla, dalla superficie levigata che assorbono l'energia che hanno attorno.)
Ma la proposta fu parzialmente declinata dall’Ordine Imperiale. Difatti le Pietre Verdi non avrebbero assorbito solamente il potere magico degli individui, ma anche la loro essenza, rendendoli deboli e particolarmente sensibili all’ambiente esterno. Per tanto i Sacerdoti dovettero accontentarsi di marchiare le Anomalie come creature eretiche.
Tutt’ora sono veramente pochissime le Anomalie. I Sacerdoti vagano tacitamente per la contea e la sua periferia, in una caccia segreta, per rendere incapaci gli individui che presentano il marchio nero stampato sulla pelle
Le Ombre sono Spiriti Magici di Alto Rango e possiedono enormi attitudini in campo Elementale, Curativo e Sacro. La leggenda narra che le Ombre fossero creature splendide e che costituissero il primo popolo creato dall’Uno, ed erano detti Eulhi (nelle lingue antiche significa “razza pura”)[*].
» “…Costoro erano l’anima del pianeta, che in simbiosi con loro viveva e continuava a crescere rigoglioso in un tutt’uno armonico.
Dall’Uno era stato impostato un ordine di natura e, poiché dagli Eulhi dipendeva il respiro di Dake e da Dake stesso dipendeva la salute degli Eulhi, le Creature erano state divise in caste d’Elemento e di Spirito e v’era chi sorvegliava l’Aere, l’Acque e i Fuochi e chi vegliava sulla Tenebra e sulla Luce, alternandole con ritmo sinfonico. Ed i primi vennero detti Elementali poiché governavano le forze vive, e i secondi furono gli Ascetici, che davano regola alle nature eteree…”
(Genesi dei Popoli, il Tempo prima del Tempo – Archivi Imperiali)
Per molto tempo regnò la pace. Poi tra gli Eulhi scoppiò una lite, che mise gli Elementali del Riflesso (aria et acqua) contro gli Elementali dell’Istinto (terra et fuoco) e gli Ascetici del Sonno (notte e seguito) contro gli Ascetici della Dinamica (luce e seguito).
Scoppiò un conflitto che degenerò in guerra e l’Uno dovette intervenire per placare le ire e salvare il cuore del pianeta, che risentiva “degli stati d’animo della sua parte sveglia”.
Per punizione gli Eulhi vennero privati del loro corpo (il che, sempre secondo le credenze, comporta la perdita quasi totale della volontà) e le loro essenze vennero rinchiuse nel nucleo del pianeta, ”perché senza il cuore l’organismo sarebbe sfiorito in cenere putrida”.
[*Secondo il mito, la razza degli Angeli non è che il riflesso degli Eulhi, una sorta di “edizione” rivista e modificata della stirpe pura].
Ora come ora, le Ombre sono Spiriti d’Invocazione ai quali hanno accesso soltanto pochi individui dai grandi potenziali magici (per l'appunto le Anomalie). Non hanno corpo proprio ne piena volontà, ma possono prendere fattezze organiche durante il periodo dell’Invocazione (che comunque è un lasso di tempo abbastanza breve). Attraverso di loro, il Master (l’invocatore) riesce ad amplificare le proprie capacità in campo magico in modo rilevante ed è in grado di controllare gli Spiriti a suo piacimento (anche se a volte dipende dal temperamento dell’Ombra).
Le Ombre sono suddivise in due ceppi, che a loro volta si diramano in altri rami specifici:
» Elementali:
• Aerei [del Riflesso]: controllano i venti e i fenomeni correlati (quali trombe d’aria e simili) e le creature vive che appartengono all’aria (creature alate). Vegliano in primis sui Luth e i Cherubi.
• Pluviali [del Riflesso]: controllano le acque e i fenomeni correlati (tifoni, maremoti e simili) e le creature che appartengono agli specchi (pesci e simili). Vegliano in primis su sirene e tritoni.
• Ignei [dell’Istinto]: controllano i fuochi e i fenomeni correlati (eruzioni e simili) e le creature che appartengono ai deserti e alle lave (serpi, draghi, mammiferi del deserto e simili). Vegliano in primis sulla razza delle Salamandre.
• Terreni [dell’Istinto]: controllano le terre e i fenomeni correlati (depressioni, terremoti e simili) e le creature che appartengono ai territori asciutti (non è il caso di elencarli tutti). Vegliano in primis sui Centauri e sugli Uomini.
» Ascetici:
• Sacri [della Dinamica]: controllano la vita, la luce e i correlati (fortune e gioie) e hanno attitudini curative. Vegliano in Primis sulla razza Angelica.
• Dormienti [del Sonno]: controllano la morte, le tenebre e i correlati (sfortune e dolori) e trasmettono l’attitudine di lanciare anatemi. Vegliano in primis sulla razza Demoniaca.
» Mondo di Dake, Terza Era. È un tempo nel quale
dimorano creature fatate ed esseri potenti in grado di utilizzare la magia degli antichi scritti, delle pietre ancestrali e degli elementi; un tempo nel quale albergano creature infide e meschine, dove si impara a destreggiarsi con armi
robuste per difendersi, ma non solo…
Contea di Luth, Gola. Tutti i ragazzi compresi in una fascia di età tra i 12 e i 19 anni frequentano la scuola. Beranne è un’isola non molto lontana dalle coste della capitale Salvetro. Vi sorge l’omonima scuola di Difesa ed Offensiva, nella quale si apprendono le arti del combattimento e della magia curativa. Si impara a difendersi con armi strane e costruite con metalli robusti e leggeri, a curare ferite di superficie con incantesimi di base e a respingere attacchi elementari.
Vengono insegnate le magie intermedie e gli incantesimi di apparizione, che possono essere eseguiti soltanto con qualche nozione di base.
Benvenuti nel Gioco di Ruolo ambientato a Beranne, una scuola di Difesa e Offensiva. Gli esseri che ne varcano la soglia sono molteplici e vantano capacità magiche di diverso tipo. Creature di ogni genere si confrontano quotidianamente in combattimenti e lezioni teoriche, al fine di raggiungere una preparazione tale da garantire loro protezione e, la specializzazione in materie che variano dalla Divinazione al Combattimento Corpo a Corpo.
Il giocatore può crearsi il suo personaggio scegliendo quale ruolo ricoprire nella scuola, a quale razza appartenere e che tipo di rapporto intraprendere con gli altri studenti e professori.
» Obbligatorie:
• Alchimia (pozioni e filtri)
• Omeopatia (conoscenza ed uso delle erbe medicinali)
• Strategia e Teoria del combattimento
• Strumento (pratica su campo con armi e protezioni)
• Teoria Magica (si impara l’utilità di ogni incantesimo, la loro pronuncia ecc…)
• Pratica Magica (impiego delle arti magiche)
• Principi di Saldatura (come sistemare alla meglio armi rotte)
• Antichi Scritti (lo studio dei testi antichi)
• Storia delle Razze (studio delle guerra, dei trattati e dei legami tra tutte le razze presenti su Dake)
» Facoltative:
• Divinazione (capacità di predire il futuro)
• Geografia Magica (studio dei luoghi in cui la magia è particolarmente diffusa)
• Leggende (le storie note agli abitanti più anziani, che però non sono storicamente provate)
Magical Future
Lost Survivors
Marauders Time
Spiritica High School
Junesse Doree
Xavier’s School
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Immagini: Yann Arthus-Bertrand ©
[ Arrivo Al Porto di Pietra Bianca ]
Ricordi: confusi, disordinati, caotici, feroci. Si aggrappavano alla sua testa con artigli affilati, premendo sempre di più nello spietato graffiare che le feriva il cuore.
Sentiva freddo, Mantissa. Sentiva freddo come mai in vita sua. Si era risvegliata tra le braccia di una creatura angelica che non conosceva, dagli occhi chiari e penetranti, quasi indagatori, intrappolati in un espressione preoccupata, che infondeva tranquillità e dolcezza.Tuttavia, era fin troppo sconvolta dalla visione per riuscire a analizzare la situazione. Sentì delle mani sul suo corpo. Tante mani sconosciute che la sorreggevano, accompagnandola in una stanza davvero troppo luminosa. Gli occhi le bruciavano, e delineavano soltanto sagome vaghe.
“Dobbiamo riscaldarla, è gelata” escalmò una voce femminile che sicuramente apparteneva al proprietario della calda mano posata sulla sua guancia. Valoa aveva formato con le mani una sorta di conca, che ben presto si era riempita d’acqua calda, che evaporando era andata ad avvolgere il corpo della ragazza, dandole un immediato sollievo.
Il rumore di zoccoli l’avvisò della presenza del professor Matinez. “Pro-professore…” allungò un braccio nel vuoto, verso la figura sfocata che si avvicinava lentamente.
Sebastian Matinez si accostò a lei con molta cautela. “Cos’hai fatto Mantissa?” le chiese con una voce tremula. Mantissa ritrasse la mano. Era stato un suo errore a provocare quelle visioni? E da dove venivano?
Stava riacquistando la vista. Le figure divenivano più chiare ad ogni battito d’occhi. Li strinse per un po’ e li riaprì velocemente. Per qualche secondo le parve di vedere ogni particella che formava l’aria della stanza, poi riprese a vedere normalmente.
Intorno a lei, sdraiati su lettini meccanici, dotati di una notevole tecnologia, molti studenti pallidi parlavano con i professori. Alcuni erano ancora in preda a forti convulsioni e a conati di vomito, altri, più semplicemente erano spaventati, o accompagnavano gli amici in preda agli attacchi.Gli occhi di Mantissa si mossero veloci e tornarono a guardare il professor Martinez, questa volta, in una forma ben delineata. “Cosa le fa pensare che sia stata io a causare tutto questo?” chiese Mantissa corrugando la fronte e scotendo la testa “Non sono l’unica ad essere stata male”.
Martinez le sorrise come per scusarsi. “Cos’è successo allora? Molti dei ragazzi che si trovano qui ora hanno dichiarato di aver avuto visioni terribili, e numerosi testimoni affermano di averti visto praticare un incanto superiore pochi secondi prima di essere entrata in trance”.
La ragazzina inclinò la testa. “Senta, ho avuto davvero una pessima giornata. Ciò che mi è successo non riguarda nessuno di voi, e in fin dei conti ora sto bene… Vorrei solo scendere al più presto da questo traghetto.”
La professoressa Valoa allungò una mano verso la sua spalla, ma si interruppe come paralizzata con il braccio sospeso nel vuoto.
Seduta a gambe incrociate, su uno strano macchinario metallico, Mantissa scoppiò in una grande risata. Martinez si avvicinò a Valoa. “Smettila Mantissa, che le stai facendo?”.
“Non toccarmi mai più, Sirena…”. Valoa sentì quelle parole lontane, nella sua testa, e riprese il controllo del suo corpo. “Mantissa, stiamo solo cercando di aiutarti. Non essere così scortese con noi, o ne pagherai le conseguenze. I tuoi poteri sono davvero notevoli, ma cerca di non esagerare, abbiamo molta più esperienza di te, e potremmo allontanarti dalla scuola in qualsiasi momento”.
La ragazza si alzò e uscì dalla stanza, e nei minuti successivi fu assalita da studenti curiosi di sapere cos’era successo, ma con la sua scortesia li allontanò quasi immediatamente.
Le sembrava irreale l’ipotesi che fosse stata lei la causa di tutte quelle visioni. Non ne aveva il potere, e le visioni non le appartenevano minimamente, ma al contrario, le erano sconosciute e la incuriosivano.
Scese del vaporetto pensando che la prima cosa da fare fosse chiedere agli studenti che avevano avuto la sua stessa esperienza, cosa avevano visto.
[Arrivo al porto di Pietra Bianca]
La manina di Hu Gyo si artigliò al bordo della porta del traghetto, quando questo era già ancorato saldamente alla banchisa del porto. Il colorito, solitamente ambrato, aveva quasi sfumature grigio cenere, segno di quanto la traversata avesse fatto male alla piccola salamandra.
«Odio il mare, odio tutta questa stupida acqua...» disse a Holly che camminava di fianco a lei. L'angelo le sorrise con dolcezza, mentre piegava la testa di lato.
«Devi pensare che anche l'acqua è utile a molte cose, Hu Gyo...» le disse con condiscendenza.
«Certo... per lavarsi le orecchie, forse...» sbotto la salamandra avanzando di qualche passo «Per fortuna io non faccio neppure quello...» proseguì con leggerezza, accompagnando le parole con un'alzata di spalle.
Holly rise di quel menefreghismo così infantile, e proseguì in mezzo alla calca degli studenti, appena dopo Hu che si affrettava a raggiungere la terra il prima possibile, suscitando le proteste dei ragazzi che spintonava lungo il passaggio della passerella.
Hu si era messa la sua divisa carminia, gettando alla rinfusa i vestiti che aveva prima nella sacca che portava con sè. La divisa era spiegazzata, in qualche parte macchiata anche, segno che quell'estate non l'aveva lavata a dovere, e aveva un taschino completamente strappato.
«Hu Gyo, la tua completa mancanza di disciplina è inconcepibile!» le esclamò la professoressa Peekwack quando la salamandra le passò accanto. Antilla stava controllando l'arrivo degli studenti, e il compito la rendeva leggermente nervosa a casusa della sua importanza.
«Perchè?» chiese stupita la salamandra.
«Hai anche il coraggio di chiedere perchè? Non posso vederti con quella divisa Hu Gyo... credo che possa considerarsi l'ennesima prova che come sempre sarai un problema...» sbuffò esasperata la professoressa.
Hu Gyo fece per aprire la bocca. Il suo visetto si era contratto in una smorfia di fastidio, e l'aria era assolutamente polemica.
«Suvvia, Antilla... siete appena giunti...» disse una voce vicino alla professoressa. Lei si voltò e sorrise all'uomo che le si stava avvicinando. Allungò le mani con grazia, entrando in contatto con quelle di lui, e lo baciò affettuosamente su una guancia.
«Caro Battista... sono così felice di vederti... la traversata è stata molto difficile e certamente alcuni studenti hanno contrib...» Antilla si voltò, per proseguire la strigliata a Hu, ma la salamandra era già lontana, e non si preoccupava dei richiami che arrivavano nei suoi confronti.
Hu camminava con allegria, salutando tutti. Le persone che sembravano piacerle di più erano quelli che indossavano le divise carminie come la sua, ma ogni tanto abbracciava anche qualche ragazza con la divisa nera, mentre le lunghe orecchie puntute si muovevano su e giù per la contentezza.
In fin dei conti le piaceva Beranne, soprattutto per i tanti amici che trovava. Poteva divertirsi a giocare, a ridere... le uniche cose che le interessassero veramente nella vita. Della magia? Non le importava nulla, anche se una volta un professore le aveva detto che poteva sviluppare a fondo la sua magia elementale del fuoco. In quanto salamandra puro sangue, questa cosa non sarebbe stata difficile per lei.
«Ti ho detto che sto bene!» sentì esclamare vicino a sè. Hu si voltò, e vide Mantissa che scostava da sè il braccio di una compagna, che si stava assicurando del malore che aveva avuto prima sulla barca. Hu si avvicinò, spinta dalla curiosità. Arricciò il naso, come faceva sempre quando lo infilava in affari che non la riguardavano.
«E tu che vuoi?» le chiese sgarbatamente Mantissa quando la vide. Probabilmente era ancora scossa da quanto successo, e reagiva con violenza.
Hu Gyo alzò le spalle e face qualche passo indietro.
«Nulla, nulla... vedevo solo come stavi...» rispose accarezzando i foderi degli scorpioni.
Mantissa e Hu si guardarono per un po'. Poi gli occhi dell'ibrido scorsero l'abbigliamento trascurato di Hu, e la sua testa si scosse in un gesto di esasperazione. Proprio non c'era speranza...
[Arrivo al porto di Pietra bianca]
Erano partiti. Il viaggio verso Beranne, non era sicuramente molto lungo, eppure questa volta sembrava ci fosse qualcosa di strano per l'aria.
Avvertivano tutti delle strane sensazione, e vi era chi addirittura aveva paura. Le visioni avute da alcuni studenti, ancora prima di aver lasciato il porto, sembravano far parte di questo strano stato d'animo che li aveva presi. Forse erano solo sciocche preoccupazioni, ma come aveva pensato qualcuno, "Non è mai troppa la prudenza".
Il tempo sicuramente, non aveva aumentato il buonumore. Le nuvole si stavano avvicinando, e l'aria prometteva un forte temporale, mentre qualche goccia di pioggia, già bagnava i volti che preoccupati, fissavano il mare.
I marinai lavoravano duramente, mentre il capitano supervisionava il tutto con volto contrariato, mentre a gran voce impartiva alcuni comandi.
I docenti nel frattempo, si occupavano di controllare gli studenti. Vi era chi aveva il mal di mare, chi era preoccupato per l'inizio del nuovo anno scolastico, chi già sentiva la mancanza della famiglia, chi non pensava ad altro che a far rissa, e molti altri ancora. Tuttavia, a preoccupare maggiormente gli insegnanti, erano gli studenti, che forse per la loro sensibilità ad alcuni fenomeni - atmosferici o magici, avevano cominciato ad avere delle visioni, a cui non sembravano saper dare risposta.
Inoltre molti studenti erano certi che da un momento all'altro sarebbe successo qualcosa, ma fortunatamente erano rimasti piuttosto delusi. Avevano creduto di vedere mostri, di entrare in qualche vortice magico, di incappare in una qualche avventura, ma l'unica creatura che videro, era una sirena.
Il tempo si stava facendo sempre più scuro, e nessuno riusciva a vedere l'isola che a quel punto, doveva trovarsi veramente vicina, finché alcuni ragazzi non notarono una creatura dai capelli chiarissimi che chiamava il nome della professoressa Peekwack.
Gli studenti si accalcavano per vedere la sirena, mentre qualcuno correva a chiamare la docente, che ricevuta la notizia si era subito recata a controllare, credendo che ci fosse qualche problema.
Senza nemmeno domandare agli studenti di andare via, aveva preso a parlare in sirenesco con la straniera, finché questa con un cenno della mano per saluto, non si era rituffata nei flutti sempre più scuri, a causa della tempesta imminente.
Ancora prima che la professoressa avesse provato a parlare, che gli studenti erano esplosi in urla allegre.
<Ci aspettano, siamo arrivati! Finalmente!> Questo era sicuramente l'urlo che sovrastava gli altri. Alcuni studenti di razza marina avevano tradotto agli amici/compagni ciò che la sirena apparsa aveva detto.
Ed era così. Sarebbero arrivati al porto di li a poco, e ad attenderli pazeintemente, vi era il solito caro vecchio Battista e due presenze ancora più gradite, quelle del professor Mulder Vursemor e quella del direttore Patton. La sirena era stata mandata li dal direttore stesso, in modo da tranquillizzare professori ed alunni, e dichiarare che la situazione era sotto controllo.
Ed infine avevano attraccato al porto di Pietra bianca, stanchi ma felici, perché Beranne si mostrava finalmente a loro in tutto il suo splendore.
[15 Settembre, Porto di Beranne]
Troppo annoiata per studiare e decisamente troppo poco socievole per sedersi insieme a qualcun'altro, Morgan Ayres decise di fare quello che faceva sempre ogni volta che le cose non sembravano andare per il verso migliore: si grattò il capo, si aggiustò la treccia castana e si preparò ad andare a prendere a calci qualcuno.
Quel giorno, non si sa ancora nè il perchè nè il percome, aveva particolarmente voglia di picchiare un umano.
Ma non un umano qualsiasi.
Un umano bello.
Il motivo di tanto razzismo non era solamente riconducibile ad un innato e a suo parere giustissimo senso di superiorità che si verificava a prescindere dalla persona alla quale era rivolto, ma poteva anche essere in parte spiegato dalla parvenza di totale, per esser fini, imbecillità che la maggior parte degli esseri appartenenti ad altre specie, in particolar modo gli individui di una certa appetibilità, non mancava mai di dimostrare.
Parlare con un umano brutto poteva anche avere un suo lato positivo, ma parlare con un umano bello come un angelo equivaleva a segnare in modo oltretutto non poco sadico, la propria condanna a morte.
Fece il giro del ponte, poi, scoprendolo vuoto, decise di tornare sui suoi passi.
Ancora non erano partiti e l'idea di avere ancora un intero viaggio davanti senza nemmeno un accenno di svago le stava facendo rimpiangere i bei giorni estivi fatti di risse e fughe, quando udì una vocina flebile flebile poco distante da lei.
"Sirith, Sirith, non è proprio modo di iniziare l'anno!"
Sirith Helyanwe, se non ricordava male, aveva tutti i requisiti per essere la sua bambolina di pezza scaccianoia.
Bella come un angelo, aveva lunghi capelli bianchi e occhi chiari come un fondale purissimo, era un'umana DOC. Era accovacciata a terra e aveva l'aria di una che aveva corso una maratona, la fronte imperlata di goccie di sudore parlava chiaro.
Morgan non perse tempo.
"Una sporca umana che sta sul pavimento. Attenta a non abbassarti troppo, potresti essere scambiata per un rifiuto e spazzata via insieme alle alghe."
La ragazza alzò lo sguardo la fulminò. "Ayres, nulla di meglio da fare?"
"Nono, uno scopo ce l'ho." Sorrise Morgan scoprendo i canini e passandosi una mano sul fodero della piccola balestra che portava sempre con se.
Sirith doveva aver capito perchè sbuffò e fece per andare verso gli scomparti, verso i suoi amici, sempre che ne avesse, ma Morgan la precedette.
Quel gioco la divertiva e non l'avrebbe abbandonato tanto facilmente.
[15 Settembre, Porto di Beranne]
Sirith sospirò profondamente e si stiracchiò. Sì, c'era veramente gente strana a Beranne.
Guardandosi intorno, vide che la zona si stava lentamente svuotando: senza che lei se ne fosse accorta, tutti gli studenti avevano cominciato a imbarcarsi. Pensa a non farti lasciare a piedi, si disse, affrettando il passo verso la scia di persone che si avviava alle navi.
Ma, mano a mano che i suoi piedi avanzavano, il suo passo si faceva sempre più lento. Ciò che vedeva, il paesaggio, la gente, il porto...tutto scomparve alla vista. Come entrando dentro a un lungo tunnel buio, vide solo nero, per qualche secondo.
Dove era finita? Che è successo? Dove erano finiti tutti?
Finalmente, nella cappa di nero inchiostro che le copriva gli occhi, il mezzangelo cominciò a distinguere delle figure. Sentì punte di pietrisco sotto i suoi piedi nudi.
Prima, un muro. O qualcosa del genere.
Poi cominciò a intravedere delle torri.
Mano a mano, l' edificio si svelava, rivelando torrioni che svettavano appuntiti e aguzzi come artigli.
Era un castello.
Le gigantesche mura difensive erano senza alcuna frattura, senza anche minimi punti di accesso. Semplicemente, un unico grande blocco di pietra vulcanica nera, tagliente e lucida, che sembrava essere emerso dalle profondità, lacerando il suolo, per difendere altri picchi appuntiti e imprendibili, lame di ardesia corvina.
Tutto era pervaso da un'aria cupa, da irrespirabile nebbia di zolfo, senza sole, senza luce. Un brivido le percorse la schiena. La sua natura di mezzangelo la rendeva istintivamente riluttante verso ogni persona, oggetto o luogo che trasudasse malvagità. Ma quel luogo avrebbe terrorizzato chiunque.
Sirith iniziò a sentirsi soffocare, e l'atmosfera del luogo prendere il sopravvento su di lei. Si inginocchiò a terrra, cercando di respirare a pieni polmoni. Sentì il pietrisco appuntito sotto le sue mani. Chiuse gli occhi cercando di resistere.
Proprio quando credeva che non ce l'avrebbe più fatta, sentì un grido. Era il grido di un uomo. Non comprese da dove provenisse, ma le bastò a distrarla per un attimo. Spalancò gli occhi, sorpresa dall'urlo, e scoprì inaspettatamente di trovarsi in un ambiente totalmente diverso.
"Signorina, perchè siete inginocchiata a terra?" la chiese qualcuno. Sirith alzò gli occhi.
Era una dama riccamente vestita, truccata, pettinata, insomma agghindata.
Una dolce melodia riempiva l'ambiente. Sembrava si trattasse di orchestra da camera.
Si alzò in piedi. Si trovava...in una sala da ballo. Una trentina di scintillanti coppie nobili ballavano qualcosa di simile a un valzer, in un'atmosfera brillante e allegra. Si trovavano in una grande sala di palazzo, con gli affreschi alle pareti, gli stucchi negli angoli, i lampadari di ottone e i marmi sul pavimento. Sì, una sala da palazzo niente male. Quasi lei si vergognò, ad osservare il proprio aspetto...poco adatto all'occasione.
Solo allora, spostando lo sguardo da se stessa, il mezzangelo si accorse di aver lasciato in sospeso la domanda della dama. "Ehm...mi sono sentita poco bene. Ma ora sto meglio." si aaffrettò a rispondere. Certo, non posso dirle "Stavo soffocando per l'atmosfera sprigionata da un palazzo nero, cattivo e appuntito."
Quella fece così in fretta a tranquillizzarsi e sparire tra la folla, che Sirith non ebbe nemmeno il tempo di chiederle dove mi trovo?
Però...dopotutto. L'atmosfera era tranquilla e felice. Anche se non sapeva dove fosse, sarebbe rimasta volentieri in quel mondo di lustrini ancora per un po'.
Si appoggiò al muro con aria rilassata, guardando le coppie ballare.
Ma le sue mani, appoggiate al muro, percepirono una strana sensazione. Come se la carta da parati "galleggiasse" su uno strato sottostante. Le bastò scostare la carta da parati all'angolo della porta.I muri grondavano sangue.
La musica cessò.
Improvvisamente, quel paradiso di luci e cristalli inziò a disintegrarsi.
La carta da parati si staccava. I muri grondavano sangue, che andava a imbrattare il pareto di marmo bianco, formando grandi pozzanghere scarlatte.
La vista per poco non la fece vomitare.
La gente gridava, correva disordinatamente, dappertutto. Regnava il caos nel salone di vetri rotti, e nella mente del mezzangelo.
Cosa fare cosa fare cosa fare? Una porta. Sì. Una porta, eccola, la sua salvezza. Corse e corse, tra il caos generale. Tese la mano verso la maniglia, ma...il portone si chiuse di colpo.
In trappola.
Un suono acuto e stridulo pervase la sala. Entrava nelle orecchie e le perforava, entrava nel cuore e lo seccava. Si tappò invano le orecchie e si accasciò un'altra volta a terra.
Cominciò a sentire calore. Le tende. Le tende stavano andando a fuoco. Ma lei non poteva fare niente.
La gente cadeva a terra, intossicata dal fumo. Le fiamme avanzavano, mangiavano tutto, incendiavano i mobili di mogano, i violini, gli abiti di raso e la pelle delle persone svenute.
Il fumo le riempiva i polmoni. Sentì quel calore, lo sentì sulla pelle, sentì il fuoco che la bruciava. Si sentì morire. Era forse la fine?
No. Non era la fine. Sotto di lei riapparve il freddo e umidiccio legno del pontile del porto.
"Ehi, perchè stai inginocchiata a terra?" disse un ragazzo con la divisa turchina. Era tornata a Beranne.
"Non preoccuparti" disse scuotendo la testa con aria stanca, e si rialzò in piedi. Tsk, che ironia. Aveva l'impressione di aver già sentito una domanda del genere.
"Farai bene a sbrigarti, tra poco leveranno gli ormeggi..." aggiunse quello, prima di incamminarsi.
"[inserire parolaccia a piacere]!" sbraitò Sirith poco finemente, mentre raccoglieva le sue cose e correva perdifiato.
Praticamente balzò sulla barca, dando spettacolo agli astanti, e rimase immobile a lungo, cercando di fare mente locale, ignorando chiunque.
Ma che cosa aveva voluto significare, quella visione? Una visione fin troppo reale.
Non era un gran modo per inziare l'anno, pensò.